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	<title>DepurazioneacquaNews</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 10:08:08 +0000</pubDate>
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		<title>In Norvegia sarà inaugurata la prima centrale a osmosi del mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 09:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Depurazione a Osmosi Inversa]]></category>

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		<description><![CDATA[Più volte abbiamo parlato dei Paesi nordici come pionieri di nuove soluzioni nel campo dello sviluppo sostenibile, ed una volta tanto non ci si smentisce. Questa volta la novità arriva dalla Norvegia dove il 25 Novembre prossimo verrà inaugurata la prima centrale al mondo (della cui messa a punto parlammo tempo fa su Ecoblog) alimentata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più volte abbiamo parlato dei <a href="http://www.ecoblog.it/tag/norvegia" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Paesi nordici</span></a> come <a href="http://www.ecoblog.it/post/8335/inaugurata-in-norvegia-lautortrada-percorribile-solo-da-veicoli-ad-idrogeno" class=""><span style="color: #4f5ea4;">pionieri di nuove soluzioni</span></a> nel campo dello <a href="http://www.ecoblog.it/tag/sviluppo+sostenibile/record/10" class=""><span style="color: #4f5ea4;">sviluppo sostenibile</span></a>, ed una volta tanto non ci si smentisce. Questa volta la novità arriva dalla Norvegia dove il 25 Novembre prossimo verrà inaugurata la prima centrale al mondo (della cui <a href="http://www.ecoblog.it/post/8087/blue-energy-una-potenziale-fonte-rinnovabile" class=""><span style="color: #4f5ea4;">messa a punto parlammo tempo fa su Ecoblog</span></a>) alimentata grazie al meccanismo dell’<a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=osmosi&amp;af=5492&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecoblog%2Eit%2Fpost%2F9330%2Fin%2Dnorvegia%2Dsara%2Dinaugurata%2Dla%2Dprima%2Dcentrale%2Da%2Dosmosi%2Ddel%2Dmondo&amp;re=&amp;ts=1277631433140&amp;hs=7a4836706d77bf4f262dd49958c4df9a" id="ed_Id_1" style="border-bottom: medium none; color: #cce283; text-decoration: underline; textdecoration: none;" target="_blank" class="">osmosi</a>. Andiamo a vedere cos’è l’<a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=osmosi&amp;af=5492&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecoblog%2Eit%2Fpost%2F9330%2Fin%2Dnorvegia%2Dsara%2Dinaugurata%2Dla%2Dprima%2Dcentrale%2Da%2Dosmosi%2Ddel%2Dmondo&amp;re=&amp;ts=1277631433140&amp;hs=cfa5f9e5186e826ff83ecf135e8999c2" id="ed_Id_2" style="border-bottom: medium none; color: #cce283; text-decoration: underline; textdecoration: none;" target="_blank" class="">osmosi</a> ed il funzionamento dell’impianto.</p>
<p>Il principio, in sostanza, è basato sul fatto che quando l’acqua <a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=salata+ko&amp;af=5492&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecoblog%2Eit%2Fpost%2F9330%2Fin%2Dnorvegia%2Dsara%2Dinaugurata%2Dla%2Dprima%2Dcentrale%2Da%2Dosmosi%2Ddel%2Dmondo&amp;re=&amp;ts=1277631433140&amp;hs=f0a60a2e28017bf934e0c0ced77240ac" id="ed_Id_3" style="border-bottom: medium none; color: #cce283; text-decoration: underline; textdecoration: none;" title="Sponsor Link By eDintorni" target="_blank" class="">salata</a> e l’acqua dolce vengono divise da una sottile membrana semi-permeabile si crea un flusso d’acqua dolce verso quella salata. In questo modo è possibile creare una differenza di pressione tra i due contenitori, divisi dalla membrana, che può raggiungere 12 bar. Nell’impianto norvegese si sta cercando di sfruttare questa differenza di pressione per produrre energia elettrica.</p>
<p>Il sistema, qualora dovesse avere un buon riscontro in questo impianto pilota, si proporrebbe come una soluzione energetica alternativa con un potenziale enorme visto che le disponibilità di acqua dolce in Norvegia sono immense. Trionfalismi ed eccessi di ottimismo a parte, si tratta comunque di una soluzione da seguire con attenzione.</p>
<p>L’impianto infatti verrà inaugurato a giorni, anche se dovrebbe entrare a regime non prima di 4/5 anni. Gli intenti sono quelli di arrivare nel 2015 a mettere a punto una centrale da 25 MW, per intenderci quanto una potenza installata pari a circa quindici pale eoliche. Obiettivo troppo ambizioso? Chissà.</p>
<p>Capitolo costi. Per il momento l’azienda promotrice (la <a href="http://www.statkraft.com/" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Statkraft</span></a>) non li rivela, tuttavia è certo che, data la novità assoluta della tecnologia, siano totalmente fuori mercato.</p>
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		<title>Eau de Paris: a Parigi la gestione dell&#8217;acqua torna a essere pubblica</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 09:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aspetti sanitari]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sul blog di Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del comune di Capannori leggo che dal 1° gennaio 2010 a Parigi la gestione delle acque, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata tornerà a essere pubblica. In Italia, al contrario è appena stato approvato un decreto che ne privatizza la gestione.
Ma torniamo alla decisione parigina annunciata lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-597" title="1er_boire_eau_paris" src="http://www.depurazioneacquanews.it/wp-content/uploads/2010/06/1er_boire_eau_paris.jpg" alt="1er_boire_eau_paris" width="255" height="360" /></p>
<p>Sul <a href="http://www.ciaccimagazine.org/?p=2559" class=""><span style="color: #4f5ea4;">blog di Alessio Ciacci</span></a>, assessore all’ambiente del comune di <a href="http://www.ecoblog.it/post/6856/capannori-primo-comune-italiano-a-rifiuti-zero/" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Capannori </span></a>leggo che dal 1° gennaio 2010 a Parigi la gestione delle acque, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata tornerà a essere pubblica. In Italia, al contrario è appena stato <a href="http://www.ecoblog.it/post/9327/aaa-vendesi-acqua-potabile-con-il-decreto-ronchi-il-governo-da-il-via-alla-privatizzazione-delloro-bianco/" class=""><span style="color: #4f5ea4;">approvato un decreto</span></a> che ne privatizza la gestione.</p>
<p>Ma torniamo alla decisione parigina annunciata lo scorso maggio dal primo cittadino Bertrand Delanoë che comunicò di non voler rinnovare i contratti di distribuzione e fatturazione dell’acqua alle multinazionali Veolia e Suez, che scadranno il 31 dicembre. Il servizio sarà gestito dal 1° gennaio 2010 da una società pubblica l’<a href="http://www.eaudeparis.fr/" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Eau de Paris</span></a> che già dal sito informa su tutte le iniziative inerenti la diffusione dell’uso dell’acqua di rubinetto.<br />
Il ritorno alla gestione municipalizzata farà risparmiare alla Mairie circa 30 milioni di euro l’anno e che porteranno il prezzo dell’acqua, per metro cubo, a 2,77 euro fino al 2014.</p>
<p>Scrive Alessio Ciacci:</p>
<blockquote><p>La decisione del Comune di Parigi si iscrive nel movimento di ri-municipalizzazione dell’acqua in Francia e nella più ampia battaglia mondiale per il riconoscimento dell’acqua come diritto umano e per la ri-pubblicizzazione dei servizi idrici. La Francia a suo tempo fu all’avanguardia nella corsa alla privatizzazione: il passaggio da una gestione idrica pubblica ad una privata delle acque parigine venne deciso sin dal 1984 da Jaques Chirac (all’epoca sindaco di Parigi-n.d.a.) e diventò effettivo a partire dal 1° gennaio 1985, per una durata di 25 anni. La captazione dell’acqua alle fonti fu affidata ad una società mista, la SAGEP (diventata poi SEM-Eau de Paris) di cui facevano parte il Comune di Parigi, con una quota del 72%, Veolia e Suez, ciascuna col 14%. Compiti principali della SAGEP erano sia di monitorare la qualità dell’acqua, sia di controllare i gestori privati incaricati della distribuzione. E a chi venne affidato il servizio di distribuzione delle acque (insieme alla conseguente rendicontazione, tariffazione e fatturazione)? Al GIE, una società privata costituita da Veolia e Suez, che si divisero equamente la capitale: Veolia-Compagnie des Eaux de Paris sulla rive droite e Suez-Eau et Force-Parisienne des Eaux sulla rive gauche. In pratica i privati “controllati” dalla SAGEP erano i “controllori” stessi.</p></blockquote>
<p>Tra le cittàà francesi che hanno deciso per la gestione pubblica delle acque anche Grenoble, dal 2001 e Cherbourg dal 2005, mentre Tolosa, Lione e l’Ile de France con altre 40 comunità intendono rinegoziare i contratti con le multinazionali e nel caso non vi sia un risultato soddisfacente potrebbero passare alla gestione pubblica.</p>
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		<title>Greenwashing all&#8217;italiana: a Acqua San Benedetto una multa da 70mila euro per pubblicità ingannevole</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 09:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aspetti sanitari]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ricordate la pubblicità dello scorso anno dell’acqua San Benedetto? Quella che diceva “– plastica + natura”? Ebbene l’ Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato ha comminato una multa da 70mila euro per pubblicità ingannevole. San Benedetto, intanto, ha presentato ricorso al TAR.
In pratica secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato le pubblicità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-593" title="sanebnedetto" src="http://www.depurazioneacquanews.it/wp-content/uploads/2010/06/sanebnedetto.jpg" alt="sanebnedetto" width="278" height="360" /></p>
<p>Ricordate la pubblicità dello scorso anno dell’acqua San Benedetto? Quella che diceva “– plastica + natura”? Ebbene l’ Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato ha comminato una multa da 70mila euro per pubblicità ingannevole. San Benedetto, intanto, ha presentato ricorso al TAR.</p>
<p>In pratica secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato le pubblicità diffuse durante la primavera 2009 con lo slogan “– plastica + natura”, non fornivano prove rispetto alla riduzione di peso delle bottiglie, che avrebbero dovuto avere un 30% in meno di plastica né se ci sia stata sulla produzione dei nuovi contenitori un risparmio energetico:</p>
<p>equivalente all’anidride carbonica fissata da 16000 ettari di nuovo bosco impiantato.</p>
<p>Ecco quanto scrive l’Autorità garante nella sua valutazione conclusiva pubblicata sul Bollettino 52 dell’Agcm, 18 gennaio 2010):</p>
<p>L’accresciuta sensibilità ambientale dei consumatori ha indotto i professionisti a conferire sempre maggior risalto, nella pianificazione delle proprie campagne pubblicitarie, alle caratteristiche di compatibilità ambientale dei prodotti o servizi offerti. I cosiddetti claim ambientali […] sono, quindi, diventati un potente strumento di marketing in grado di incidere significativamente sulle scelte di acquisto dei consumatori […] costituisce onere informativo minimo imprescindibile a carico dei professionisti che intendono utilizzare tali vanti nelle proprie politiche di marketing quello di presentarli in modo chiaro, veritiero, accurato, non ambiguo né ingannevole.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La storia dell&#8217;acqua in bottiglia</title>
		<link>http://www.depurazioneacquanews.it/2010/06/la-storia-dellacqua-in-bottiglia/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 09:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aspetti sanitari]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
In occasione della 22esima Giornata Mondiale dell’Acqua, mentre alcuni hanno donato il proprio status su Facebook e Twitter, Annie Leonard ha raccontato The Story of Bottled Water, la Storia dell’acqua in bottiglia, ovvero la storia di un bisogno costruito che distrugge quello di cui abbiamo più bisogno, l’acqua potabile.
La storia dell’acqua in bottiglia è raccontata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <object width="580" height="385" data="http://www.youtube.com/v/Se12y9hSOM0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Se12y9hSOM0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>In occasione della <a href="http://www.ecoblog.it/tag/giornata%20mondiale%20acqua" class=""><span style="color: #4f5ea4;">22esima Giornata Mondiale dell’Acqua</span></a>, mentre alcuni hanno <a href="http://www.ecoblog.it/post/10105/22-marzo-2010-diciottesima-giornata-mondiale-dellacqua-dona-il-tuo-status-su-facebook-o-twitter" class=""><span style="color: #4f5ea4;">donato il proprio status su Facebook e Twitter</span></a>, Annie Leonard ha raccontato<a href="http://storyofstuff.org/bottledwater/" class=""><span style="color: #4f5ea4;"> The Story of Bottled Water</span></a>, la Storia dell’<a href="http://www.ecoblog.it/tag/acqua%20in%20bottiglia" class=""><span style="color: #4f5ea4;">acqua in bottiglia</span></a>, ovvero la storia di un bisogno costruito che distrugge quello di cui abbiamo più bisogno, l’acqua potabile.</p>
<p>La storia dell’acqua in bottiglia è raccontata in modo chiaro in inglese da Annie Leonard attraverso l’uso di illustrazioni stilizzate che spiegano come e perché il bussiness dell’acqua in bottiglia sia un inganno vero e proprio, a partire dal racconto dell’acqua Fiji nella città di Cleveland.</p>
<p>L’acqua in bottiglia spesso è meno controllata di quella potabile, meno buona, più costosa e molto più inquinante, ma sono ancora milioni le persone nel mondo che continuano a berla.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Referendum acqua pubblica: in un solo giorno raccolte 100 mila firme</title>
		<link>http://www.depurazioneacquanews.it/2010/06/referendum-acqua-pubblica-in-un-solo-giorno-raccolte-100-mila-firme/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 09:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fiere ed eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se il buon giorno si vede dal mattino, allora i comitati contro la privatizzazione dell’acqua possono iniziare a sorridere: nella giornata di ieri sono state raccolte oltre 100 mila firme in favore del referendum contro il decreto Ronchi. Certamente a dare una mano ai promotori della consultazione popolare c’è stata anche la concomitanza con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-586" title="referendumacquapubblica" src="http://www.depurazioneacquanews.it/wp-content/uploads/2010/06/referendumacquapubblica.jpg" alt="referendumacquapubblica" width="432" height="86" /></p>
<p>Se il buon giorno si vede dal mattino, allora i <a href="http://www.acquabenecomune.org" class=""><span style="color: #4f5ea4;">comitati contro la privatizzazione dell’acqua</span></a> possono iniziare a sorridere: nella giornata di ieri sono state raccolte oltre 100 mila firme in favore del referendum contro il <a href="http://www.ecoblog.it/tag/decreto+ronchi" class=""><span style="color: #4f5ea4;">decreto Ronchi</span></a>. Certamente a dare una mano ai promotori della consultazione popolare c’è stata anche la concomitanza con la festa del 25 aprile, ma i numeri sono comunque notevoli:</p>
<blockquote><p>Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a <a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=lamezia+terme&amp;af=5492&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecoblog%2Eit%2Fpost%2F10347%2Freferendum%2Dacqua%2Dpubblica%2Din%2Dun%2Dsolo%2Dgiorno%2Draccolte%2D100%2Dmila%2Dfirme&amp;re=&amp;ts=1277629803437&amp;hs=197e8ebc7a111e3072ab8b701145377c" id="ed_Id_1" style="border-bottom: medium none; color: #cce283; text-decoration: underline; textdecoration: none;" target="_blank" class="">Lamezia</a> <a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=lamezia+terme&amp;af=5492&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecoblog%2Eit%2Fpost%2F10347%2Freferendum%2Dacqua%2Dpubblica%2Din%2Dun%2Dsolo%2Dgiorno%2Draccolte%2D100%2Dmila%2Dfirme&amp;re=&amp;ts=1277629803437&amp;hs=197e8ebc7a111e3072ab8b701145377c" id="ed_Id_2" style="border-bottom: medium none; color: #cce283; text-decoration: underline; textdecoration: none;" target="_blank" class="">Terme</a></p></blockquote>
<p>Tra i firmatari anche alcuni amministratori locali del <a href="http://www.ecoblog.it/tag/pd" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Pd</span></a> (partito che si è dichiarato contrario al referendum) e persino qualche alto prelato:</p>
<blockquote><p>Molti sindaci e amministratori hanno firmato in piazza, tra cui i sindaci di Ravenna ed Arezzo (entrambi Pd). In Molise Monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) ha firmato in rappresentanza dei 4 vescovi delle Diocesi della Provincia </p></blockquote>
<p>L’obbiettivo è 500 mila firme in tre mesi e, malgrado l’ottima partenza, non sarà facilissimo raggiungerlo. A dare ulteriore aiuto verrà di nuovo il calendario: il ponte del primo maggio, con le consuete manifestazioni sindacali e politiche e i banchetti annessi, darà certamente una mano. Dopo ci sarà solo il duro lavoro dei comitati e delle associazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Acqua pubblica, la Sicilia vota &#8220;Sì&#8221;</title>
		<link>http://www.depurazioneacquanews.it/2010/06/acqua-pubblica-la-sicilia-vota-si/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 17:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aspetti sanitari]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dopo una breve, ma significativa e fallimentare, esperienza di semi-privatizzazione della gestione dell’acqua la Sicilia torna sui suoi passi. La finanziaria regionale, approvata 48 ore fa dopo una maratona all’Assemblea Regionale Siciliana, contiene anche un emendamento del Pd, votato anche dal Pdl Sicilia, che azzera la precedente gestione privata o semiprivata.
Aboliti gli Ato Idrico, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-584" title="acquapubblica" src="http://www.depurazioneacquanews.it/wp-content/uploads/2010/06/acquapubblica.jpg" alt="acquapubblica" width="432" height="289" /></p>
<p>Dopo una breve, ma significativa e fallimentare, esperienza di semi-privatizzazione della gestione dell’<a href="http://www.ecoblog.it/tag/acqua" class=""><span style="color: #4f5ea4;">acqua</span></a> la <a href="http://www.ecoblog.it/tag/sicilia" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Sicilia</span></a> torna sui suoi passi. La <a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=finanziaria&amp;af=5492&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecoblog%2Eit%2Fpost%2F10368%2Facqua%2Dpubblica%2Dla%2Dsicilia%2Dvota%2Dsi&amp;re=&amp;ts=1277574540937&amp;hs=53fa27f2504969845cff2c073051e523" id="ed_Id_1" style="border-bottom: medium none; color: #cce283; text-decoration: underline; textdecoration: none;" target="_blank" class="">finanziaria</a> regionale, approvata 48 ore fa dopo una maratona all’Assemblea Regionale Siciliana, contiene anche un emendamento del <a href="http://www.ecoblog.it/tag/pd" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Pd</span></a>, votato anche dal <a href="http://www.ecoblog.it/tag/pdl" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Pdl</span></a> Sicilia, che azzera la precedente gestione privata o semiprivata.</p>
<p>Aboliti gli Ato Idrico, si dovrà adesso tornare a legiferare sulla materia. Il precedente sistema, quello delle società d’Ambito Territoriale Ottimale (Ato) aveva dato risultati molto diversi da provincia a provincia ma, sostanzialmente, anche dove la privatizzazione era passata in maniera più compiuta non si erano fatti passi avanti nella qualità del servizio.</p>
<p>Ora, invece, si rimette la <a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=palla&amp;af=5492&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecoblog%2Eit%2Fpost%2F10368%2Facqua%2Dpubblica%2Dla%2Dsicilia%2Dvota%2Dsi&amp;re=&amp;ts=1277574540937&amp;hs=c5b93fa4b50938a75fbdd80ee9dbe7a5" id="ed_Id_2" style="border-bottom: medium none; color: #cce283; text-decoration: underline; textdecoration: none;" target="_blank" class="">palla</a> al centro e si riafferma che il bene pubblico dell’<a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=acqua&amp;af=5492&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecoblog%2Eit%2Fpost%2F10368%2Facqua%2Dpubblica%2Dla%2Dsicilia%2Dvota%2Dsi&amp;re=&amp;ts=1277574540937&amp;hs=2095dc34fb877e2ea04943d49f7b899e" id="ed_Id_3" style="border-bottom: medium none; color: #cce283; text-decoration: underline; textdecoration: none;" target="_blank" class="">acqua</a> deve avere una <a href="http://www.ecoblog.it/tag/acqua+bene+comune" class=""><span style="color: #4f5ea4;">gestione pubblica</span></a>. Tutto questo per via legislativa e non referendaria: il Pd, che ha proposto l’emendamento nella <a href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=finanziaria+it&amp;af=5492&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eecoblog%2Eit%2Fpost%2F10368%2Facqua%2Dpubblica%2Dla%2Dsicilia%2Dvota%2Dsi&amp;re=&amp;ts=1277574540937&amp;hs=380ebf86207ebc42d59485699e1bb7b5" id="ed_Id_4" style="border-bottom: medium none; color: #cce283; text-decoration: underline; textdecoration: none;" target="_blank" class="">finanziaria</a> siciliana, in tutta Italia non aderisce alla <a href="http://www.ecoblog.it/post/10336/referendum-acqua-pubblica-iniziata-la-raccolta-firme" class=""><span style="color: #4f5ea4;">campagna per i tre referendum</span></a> contro la privatizzazione della gestione dell’acqua.</p>
<p><a name="continua"></a></p>
<p><!-- </EdIndex> &#8211;></p>
<div class="ads-articolo"></div>
<p><a name="more"></a></p>
<p>Referendum che, a detta del Pd, non sono la via migliore per ottenere il risultato di togliere l’acqua dalle mani dei privati. Anche senza l’appoggio del Pd, però, la raccolta firme sui tre referendum procede spedita e con ottimi risultati. <a href="http://www.ecoblog.it/post/10347/referendum-acqua-pubblica-in-un-solo-giorno-raccolte-100-mila-firme" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Il traguardo delle 500.000 firme, infatti, sembra fino ad ora alla portata dei proponenti</span></a>.</p>
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		<title>La plastica arriva dovunque</title>
		<link>http://www.depurazioneacquanews.it/2010/06/la-plastica-arriva-dovunque-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 17:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aspetti sanitari]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono posti nel mondo dove l’uomo non arriva, ma la plastica sì. Perché la plastica arriva là dove l’uomo non può spingersi (se non in surf), inquinando spiagge e baie racchiuse in angoli nascosti. Questo il messaggio del video della Plastic Pollution Coalition in cui i due surfisti Chris e Keith Malloy, leggende del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono posti nel mondo dove l’uomo non arriva, ma la plastica sì. Perché la plastica arriva là dove l’uomo non può spingersi (se non in surf), inquinando spiagge e baie racchiuse in angoli nascosti. Questo il messaggio del video della Plastic Pollution Coalition in cui i due surfisti Chris e Keith Malloy, leggende del <a href="http://www.ecoblog.it/tag/surf" class=""><span style="color: #4f5ea4;">surf</span></a> alla ricerca di aree sconosciute in cui surfare, lottano per la tutela degli oceani.</p>
<p>Perché il <a href="http://www.ecoblog.it/post/5187/loceano-pacifico-come-immensa-discarica" class=""><span style="color: #4f5ea4;">vortice di rifiuti del Pacifico</span></a> e la <a href="http://www.ecoblog.it/post/9941/loceano-atlantico-e-una-discarica-abbandonata" class=""><span style="color: #4f5ea4;">discarica dell’Atlantico</span></a> non sono che i fratelli maggiori di altri enormi accumuli di plastica galleggianti negli <a href="http://www.ecoblog.it/tag/oceani" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Oceani</span></a> o abbandonati sulle spiagge. Dall’Antartide alla Nuova Caledonia, anche nelle spiagge più remote e deserte, là dove non vi era alcun segno dell’arrivo dell’uomo, la plastica era già lì ad accogliere i fratelli Malloy, perché arriva prima e non scompare.</p>
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		<title>La plastica arriva dovunque</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 17:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aspetti sanitari]]></category>

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		<description><![CDATA[Marea Nera (il video), si prova il piano B: fermare la fuoriuscita di petrolio con un tubo di 15 cm
pubblicato da Marina 


Fallito il tentativo di installare una campana sulla falla che si trova a 1500 metri sul fondo del Golfo del Messico ecco che arriva il piano B. I funzionari di BP hanno deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.ecoblog.it/post/10466/marea-nera-il-video-si-prova-il-piano-b-fermare-la-fuoriuscita-di-petrolio-con-un-tubo-di-15-cm" class=""><span style="color: #5d7c39;">Marea Nera (il video), si prova il piano B: fermare la fuoriuscita di petrolio con un tubo di 15 cm</span></a></h1>
<p><small>pubblicato da Marina </small></p>
<div class="contenuto">
<p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="586" height="385" src="http://www.youtube.com/v/8Toctit1e9k&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></p>
<p>Fallito il t<a href="http://www.ecoblog.it/post/10460/marea-nera-the-huffington-post-causato-dalla-deregulation" class=""><span style="color: #4f5ea4;">entativo di installare una campana sulla falla</span></a> che si trova a 1500 metri sul fondo del Golfo del Messico ecco che arriva il piano B. I funzionari di BP hanno deciso di provare l’inserimento di un tubo direttamente nella colonna montante e di pompare così il greggio in una cisterna in superficie. Il tubo dal diametro di sei pollici, circa 15 centimetri e mezzo, è già stato collocato sul fondo. Riusciranno i nostri?</p>
<p>Via | <a href="http://www.nytimes.com/2010/05/14/us/14spill.html" class=""><span style="color: #4f5ea4;">NYT</span></a></p>
<p><!-- google_ad_section_end --></p>
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<p><a href="#" id="akst_link_10466" class="link-share" title="Segnala o invia per e-mail" onclick="akst_share('10466', 'http://www.ecoblog.it/post/10466/marea-nera-il-video-si-prova-il-piano-b-fermare-la-fuoriuscita-di-petrolio-con-un-tubo-di-15-cm', 'Marea+Nera+%28il+video%29%2C+si+prova+il+piano+B%3A+fermare+la+fuoriuscita+di+petrolio+con+un+tubo+di+15+cm'); return false;" rel="nofollow"><span style="color: #4f5ea4;"><img src="http://static.blogo.it/i/icon-share2.gif" alt="condividi" /></span></a> <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http://www.ecoblog.it/post/10466/marea-nera-il-video-si-prova-il-piano-b-fermare-la-fuoriuscita-di-petrolio-con-un-tubo-di-15-cm" id="fb-10466" class="link-share" title="Segnala su Facebook" rel="nofollow"><img src="http://static.blogo.it/i/fb.gif" alt="condividi" /></a> <span class="link-commenti"><a href="http://www.ecoblog.it/post/10466/marea-nera-il-video-si-prova-il-piano-b-fermare-la-fuoriuscita-di-petrolio-con-un-tubo-di-15-cm#show_comments" class=""><span style="color: #4f5ea4;">0 commenti</span></a></span> <span class="link-commenti">giovedì 13 maggio 2010</span></div>
</div>
<div id="id10432" class="articolo"><!-- google_ad_section_start --></p>
<h1><a href="http://www.ecoblog.it/post/10432/la-plastica-arriva-dovunque" class=""><span style="color: #5d7c39;">La plastica arriva dovunque</span></a></h1>
<p><small>pubblicato da missunderstanding </small></p>
<div class="contenuto">
<p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="585" height="385" src="http://www.youtube.com/v/GFSmnWyjVgc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></p>
<p>Ci sono posti nel mondo dove l’uomo non arriva, ma la plastica sì. Perché la plastica arriva là dove l’uomo non può spingersi (se non in surf), inquinando spiagge e baie racchiuse in angoli nascosti. Questo il messaggio del video della Plastic Pollution Coalition in cui i due surfisti Chris e Keith Malloy, leggende del <a href="http://www.ecoblog.it/tag/surf" class=""><span style="color: #4f5ea4;">surf</span></a> alla ricerca di aree sconosciute in cui surfare, lottano per la tutela degli oceani.</p>
<p>Perché il <a href="http://www.ecoblog.it/post/5187/loceano-pacifico-come-immensa-discarica" class=""><span style="color: #4f5ea4;">vortice di rifiuti del Pacifico</span></a> e la <a href="http://www.ecoblog.it/post/9941/loceano-atlantico-e-una-discarica-abbandonata" class=""><span style="color: #4f5ea4;">discarica dell’Atlantico</span></a> non sono che i fratelli maggiori di altri enormi accumuli di plastica galleggianti negli <a href="http://www.ecoblog.it/tag/oceani" class=""><span style="color: #4f5ea4;">Oceani</span></a> o abbandonati sulle spiagge. Dall’Antartide alla Nuova Caledonia, anche nelle spiagge più remote e deserte, là dove non vi era alcun segno dell’arrivo dell’uomo, la plastica era già lì ad accogliere i fratelli Malloy, perché arriva prima e non scompare.</div>
</div>
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		<title>A Venezia, la penuria di acqua dolce si risolve così.</title>
		<link>http://www.depurazioneacquanews.it/2010/04/a-venezia-la-penuria-di-acqua-dolce-si-risolve-cosi/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 16:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Accessori]]></category>

		<category><![CDATA[acqua dolce]]></category>

		<category><![CDATA[acqua piovana]]></category>

		<category><![CDATA[Rainwater Harvesting]]></category>

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		<description><![CDATA[
Da un progetto delle artiste Marjetica Potrc e Marguerite Kahrl perviene una soluzione efficace per risolvere il problema della carenza di acqua dolce ai fini agricoli, dovuto in buona parte allo sfruttamento della falda acquifera. La soluzione? L’acqua piovana.
Non tutti lo sanno, ma tra le isole veneziane, esistono parecchie aziende agricole che producono frutta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6><img class="alignnone size-medium wp-image-570" title="Struttura di raccolta acqua sull'isola di Sant'erasmo " src="http://www.depurazioneacquanews.it/wp-content/uploads/2010/04/richard_saxton_st_erasmo_harvester_preview_gal700px-300x223.jpg" alt="Struttura di raccolta acqua sull'isola di Sant'erasmo " width="300" height="223" /></h6>
<h6>Da un progetto delle artiste Marjetica Potrc e Marguerite Kahrl perviene una soluzione efficace per risolvere il problema della carenza di acqua dolce ai fini agricoli, dovuto in buona parte allo sfruttamento della falda acquifera. La soluzione? L’acqua piovana.</h6>
<p>Non tutti lo sanno, ma tra le isole veneziane, esistono parecchie aziende agricole che producono frutta e ortaggi di ottima qualità. Per irrigare le coltivazioni nelle serre si utilizza l’acqua dell’acquedotto prelevata dalla falda acquifera.  Sin qui nulla di strano, non fosse che la falda acquifera in questione, riducendosi, contribuisce notevolmente all’abbassamento delle terre della laguna. E se l’amministrazione locale dovesse imporre una limitazione dell’uso dell’acqua delle falde per l’irrigazione dei campi, ciò cagionerebbe danni enormi alle produzioni e ai coltivatori diretti.</p>
<p>Da un progetto di due artiste Marjetica Potrc e Marguerite Kahrl arriva una possibile soluzione a questo problema. In collaborazione con lo IUAV, le due artiste-docenti hanno sviluppato <strong>Rainwater Harvesting</strong> un sistema funzionante  di <strong>raccolta dell’acqua piovana</strong> applicato alle coltivazioni agricole, che è stato collaudato in un’azienda dell’isola di <strong>Sant’Erasmo</strong>. Rainwater Harvesting consiste in un impianto di raccolta dell’acqua piovana dai tetti delle serre, acqua che successivamente viene utilizzata per irrorare le coltivazioni delle stesse serre. L’impianto trae l’energia necessaria a funzionare da alcuni pannelli fotovoltaici, riducendo l’impatto energetico dell’azienda agricola. Ma l’elemento di rilevanza del progetto è dato dal fatto che il sistema può significare un’autonomia della fattoria dall’acqua della falda.</p>
<p>Nuovo è anche il campo d’azione di un sistema di raccolta delle acque reflue, che si pensa poco utile nell’ambito di aziende agricole, nel senso che l’acqua piovana assolve direttamente il suo compito riversandosi sui campi. Con questo sistema non ne viene sprecata neppure una goccia e diventa un’alternativa a quella della falda.</p>
<p>Il progetto assieme ad altri, in questi giorni è esposto nel contesto della mostra <strong>Common Ground:Projects for the Lagoon</strong>, alla Fondazione Bevilacqua la Masa (fino al 16 maggio), che presenta opere inedite delle due artiste Marjetica Potrč e Marguerite Kahrl, e i lavori degli studenti che hanno partecipato al laboratorio Venezia sostenibile, tenuto presso il Corso di Arti Visive/Università IUAV da Marjetica Potrč nei primi mesi del 2010.</p>
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		<title>H2O, sistemi per servizi idrici in mostra</title>
		<link>http://www.depurazioneacquanews.it/2010/04/h2o-sistemi-per-servizi-idrici-in-mostra/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 13:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Depuratori d'acqua industriali]]></category>

		<category><![CDATA[Fiere ed eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Accadueo]]></category>

		<category><![CDATA[Acqua potabile]]></category>

		<category><![CDATA[fiera idrica]]></category>

		<category><![CDATA[rete idrica]]></category>

		<category><![CDATA[sistemi di depurazione]]></category>

		<category><![CDATA[trattamento acque reflue]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il 19 maggio partirà la 10ma edizione di ACCADUEO, fiera dedicata all’industria e le nuove tecnologie per il sistema idrico.
Presso i padiglioni della fiera di Ferrara, dal 19 al 21 maggio si svolgerà ACCADUEO, la mostra internazionale delle tecnologie per il trattamento e la distribuzione dell&#8217;acqua potabile e il trattamento delle acque reflue. La manifestazione si pone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6><a href="http://www.accadueo.com/home/" ><img class="alignnone size-medium wp-image-564" title="H2O" src="http://www.depurazioneacquanews.it/wp-content/uploads/2010/04/h2oloc2-198x300.jpg" alt="H2O" width="198" height="300" /></a></h6>
<h6>Il 19 maggio partirà la 10ma edizione di ACCADUEO, fiera dedicata all’industria e le nuove tecnologie per il sistema idrico.</h6>
<p>Presso i padiglioni della fiera di Ferrara, dal 19 al 21 maggio si svolgerà <strong>ACCADUEO</strong>, la mostra internazionale delle tecnologie per il trattamento e la distribuzione dell&#8217;acqua potabile e il trattamento delle acque reflue. La manifestazione si pone come punto d&#8217;incontro tra le aziende espositrici e l&#8217;imprenditoria pubblica e privata con un occhio di riguardo alle novità del mercato e si prospetta ricco di eventi e di espositori.</p>
<p>All’interno della manifestazione è previsto uno spazio dedicato alle soluzioni industriali per la depurazione degli scarichi inquinanti. Lo spazio <strong>H2O Industry</strong>, infatti, si rivolge a tutte le aziende di produzione che sempre più spesso cercano sistemi di trattamento appropriati e nuove tecnologie volte ad una riduzione dei consumi e alla razionalizzazione (contemplando anche le opzioni di recupero e riutilizzo) dei flussi idrici nell&#8217;ambito dei processi produttivi. Va ricordato che il settore industriale è, dopo quello agricolo, il comparto che esige maggiori quantitativi idrici per le proprie lavorazioni e, allo stesso modo, riversa in maniera rilevante carichi inquinanti nell&#8217;ambiente.  Complice l’inasprimento degli obblighi di legge in materia di scarichi e la sempre maggiore incidenza economica della gestione del settore idrico (tariffe di approvvigionamento, scarico, esigenze di trattamento), sono sempre più le aziende che si interessano agli strumenti di ultima generazione. <strong>H2O Industry</strong> sarà quindi una sorta di focus sulle acque industriali, offrendo un&#8217;occasione espositiva per tutti i fornitori e produttori di tecnologie, sistemi di trattamento, apparecchiature e servizi dedicati alla gestione delle acque (acque di approvvigionamento, acque di processo, acque reflue) in ambito industriale, nonché per specialisti, consulenti, importatori e agenti attivi nel settore. E in questo contesto, si svolgerà un seminario di analisi sulla gestione dei fanghi e sulle tematiche del risparmio/riutilizzo.</p>
<p>Fiore all’occhiello della manifestazione è, inoltre,  l’ampio programma di convegni  e seminari tecnici, con contributi e relatori di importanza internazionali. E per tutti coloro che desiderano informarsi sui temi di attualità, non si può perdere  il convegno di apertura <strong>Riforma dei servizi idrici e sviluppo del paese</strong>  (19 maggio dalle 9.30) che tratterà le problematiche relative al quadro normativo della riforma dei servizi idrici. Interessante anche l’approfondimento dedicato agli sprechi del sistema idrico intitolato <strong>I costi del non fare: chi paga la bolletta occulta? </strong>, che si svolgerà il 19 maggio dalle ore 14.00.</p>
<p>I settori merceologici in mostra saranno: Tecnologie e prodotti, Progettazione Reti e Impianti, Impianti antinquinamento, Opere di bonifica, Schemi idrici, Trattamento acque di scarico, Impianti, accessori e strumenti per misurazioni ed analisi, Impianti di bonifica, Attrezzature per sistemi informatici e telematici, Studi di pianificazione territoriale e tutela ambientale.<br />
<a href="http://www.accadueo.com" class="">www.accadueo.com</a></p>
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